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Il Museo archeologico nasce nel contesto di un più ampio progetto di recupero e riqualificazione funzionale della seicentesca Villa Altieri, varato dalla Provincia di Roma – oggi Città metropolitana di Roma Capitale – a partire dal 2010, e finalizzato alla costituzione del “Palazzo della Cultura e della Memoria Storica”.
Con l’impegnativo progetto di restauro si è inteso istituire un polo culturale polifunzionale, da adibire a sede della maggior parte dei servizi culturali dell’Ente: dalla collezione storica degli Altieri, raccolta nel piano terra musealizzato ad hoc, dove sono situate anche le sale per le esposizioni temporanee, alla Biblioteca istituzionale e all’Archivio Storico, organismi viventi collocati al secondo piano della struttura.
La grande sala conferenze per gli eventi culturali è stata invece allestita nella Galleria del piano nobile, il cui accesso in facciata è favorito dalla magnifica scalinata a doppia rampa semicircolare realizzata da Giovanni Antonio De Rossi, architetto di casa Altieri, cornice della fontana dei Tritoni e dei Delfini.

Dal 2018, data di apertura al pubblico della nuova realtà museale, alcune migliaia di ospiti hanno potuto visitare la parte musealizzata della Villa, dove è esposto quanto resta dell’antica collezione archeologica di famiglia, insieme a una presentazione del contesto archeologico di giacenza.
Un elemento di particolare interesse è la sopraelevazione vetrata della Loggia, che consente la visione della pavimentazione originaria in acciottolato di scaglie di basalto e dei resti delle strutture sottostanti di età romana.
Un impegnativo progetto didattico prevede inoltre servizi multimediali fruibili in loco e cicli di visite guidate specialistiche su prenotazione, concepite come itinerario gratuito tra diacronie e sincronie, dalle vicende della protostoria del sito sino ai giorni nostri.
Recentemente la Villa ha ospitato numerose esposizioni temporanee, nella direzione di una simbiosi tra arte classica e arte contemporanea.
Storia della Villa Altieri
L’antica villa suburbana della famiglia Altieri, di cui rimane oggi il nobile Casino delle delizie e una porzione del giardino, fu edificata nei primi anni ’70 del Seicento, nel momento di massimo splendore della casata romana, quando Emilio Bonaventura Altieri divenne papa con il nome di Clemente X (1670-1676).
Edificio di rappresentanza e villeggiatura della famiglia, la Villa visse una fase di prestigio tra XVII e XVIII secolo e fu meta del Grand Tour. I visitatori potevano ammirare i giardini con fontane, giochi d’acqua e il grande labirinto circolare di siepi di bosso.
Alienata nel 1858, la Villa entrò in una nuova fase quando passò a mons. Federico Francesco Saverio de Merode, che ne modificò profondamente la funzione, trasformandola in bagno penale femminile di Roma (1872-1897).
La struttura, destinata a ospitare detenute, visse una fase di sofferenza e sperimentazioni riabilitative, ma rimase segnata da una condizione di profonda inadeguatezza rispetto alla sua originaria funzione.
Successivamente fu trasformata in collegio per educande e poi in istituto scolastico, mantenendo una funzione educativa fino al 2010, quando il complesso è stato restituito alla pubblica utilità attraverso un intervento di riqualificazione.