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Un film sperimentale nato dall’incontro tra residenza artistica, performance e ricerca negli spazi dell’ex Carcere Pontificio di Velletri, chiuso da oltre trent’anni e rimasto congelato nel tempo. Prima mondiale al New York City International Film Festival, prima europea all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
| 10 PREMI INTERNAZIONALI Miglior Regista Miglior Film Sperimentale |
25 SELEZIONI UFFICIALI Argentina, Brasile, Egitto, Francia, Giappone, India, Italia, Regno Unito, Singapore, Turchia, Stati Uniti |
6 PROIEZIONI SPECIALI Museo Nazionale Arti del XXI Secolo, La Nuvola, Istituto Italiano di Cultura, Museo di Villa Altieri |
Soggetto, regia e montaggio di Sergio Mario Illuminato Con Patrizia Cavola, Camilla Perugini, Nicholas Baffoni e Sergio Mario Illuminato Direzione della fotografia e riprese di Federico Marchi e Roberto Biagiotti Location e art direction Rosa Maria Zito Coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol Musiche di Andrea Moscianese Sound design di Davide Palmiotto Laboratorio di post-produzione Pyramid Factory Conforming Elena Becchetti e colorist Alessandro Ammendola Con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Velletri, della CittĂ Metropolitana di Roma Capitale. Speciale ringraziamento allâArch. Paolo Candidi, Dirigente del âSettore VI â Programmazione e SostenibilitĂ â del Comune di Velletri per la collaborazione e il supporto allâaccesso allâex Carcere Pontificio di Velletri. Italia, 2024, 13â30, DCP 4K, colore e b/n
Ci troviamo allâinterno di unâantica prigione ottocentesca, un luogo carico di storia. Nata durante i tre giorni di lutto per Giuseppe Garibaldi, eroe nazionale, la prigione viene dismessa dopo due secoli, quando gli ultimi detenuti vengono trasferiti in una struttura moderna.
Abbandonata per oltre 30 anni, la prigione diventa il palcoscenico di artisti contemporanei che, poco prima della sua trasformazione irreversibile, decidono di riportarla in vita in modo sorprendente. Nel corso di sei mesi di âspeleologia creativaâ, pittori, fotografi, filmmaker, danzatori e musicisti collaborano per far emergere âOrganismi Artistico-Comunicantiâ.
Questa âUrbex Squadâ si immerge in celle in decadenza, iscrizioni incise dai detenuti e fascicoli impolverati, con lâobiettivo di esplorare, attraverso le rispettive forme artistiche, il legame profondo tra vulnerabilitĂ e forza creativa che abita ciascuno di noi.
La storia di Vulnerare riflette sullâassurditĂ del tempo presente, in cui bellezza e forza possono emergere dagli angoli piĂč inattesi e dalle esperienze piĂč difficili. La prigione diventa una metafora della societĂ , in cui la sua storia complessa e la sua potenzialitĂ di trasformazione si fondono attraverso la creativitĂ e la condivisione delle vulnerabilitĂ umane.
In risposta alla situazione critica del presente, ho sentito la necessitĂ di mettere in atto un contro-movimento creativo, uscendo dagli spazi anestetizzati che relegano lâarte ai margini. Ho tentato di âportare il mondo allâesistenzaâ, secondo la lezione di Alighiero Boetti.
Questo lavoro mira a riattivare quelle che possono essere definite le âcattedrali contemporanee della vulnerabilitĂ â, insieme ad altri spazi e condizioni umane segnati da abbandono, incuria ed erosione.
Nel cuore di questa ex Prigione Pontificia, le mura segnate dal tempo e le sbarre di ferro testimoniano storie di reclusione e isolamento. Oggi quelle stesse superfici diventano un campo vivo di scrittura, in cui la materia stessa partecipa allâarticolazione di un tema al tempo stesso universale e intimo: la vulnerabilitĂ umana.
Uno spazio a lungo sepolto nellâoblioâoltre trentâanni di silenzio e degradoâviene ora riattivato, trasformato in luogo di incontro e dialogo artistico, aperto alle generazioni future e alla continuitĂ instabile del presente.
Nel lavoro di Sergio Mario Illuminato il corpo non Ăš mai separato dal modo in cui il mondo lo attraversa, lo modifica, lo espone. Cinema, arti visive e ricerca sui media convergono da anni in una pratica che indaga le zone in cui controllo, vulnerabilitĂ e percezione entrano in tensione. Nel cinema e nellâaudiovisivo scrive e dirige documentari, film dâarte e opere sperimentali presentate in contesti internazionali e istituzionali. Tra i lavori piĂč recenti, Vulnerare (2023) Ăš stato presentato allâIstituto Italiano di Cultura di Parigi e premiato in diversi festival internazionali, tra cui Tokyo International Film Festival, New York City International Film Festival e Los Angeles CineFest. Tra i progetti precedenti: Mediterranea (2010), realizzato nellâambito del Programma Ambiente delle Nazioni Unite per il Mediterraneo (UNEP/MAP), Corpus et Vulnus (2023) e Intorno al Futurismo (2000). Parallelamente ha sviluppato un percorso nelle arti visive e nella curatela, collaborando con istituzioni culturali italiane e internazionali tra cui MAXXI, Palazzo delle Esposizioni, Fondazione Memmo e Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Ha inoltre lavorato in ambito televisivo con RAI e ricoperto il ruolo di Direttore del Centro Informazione e Comunicazione per il Programma Ambiente delle Nazioni Unite nel Mediterraneo (UNEP/MAP). La sua formazione attraversa cinema, arti visive e studi filosofici tra Roma e New York, con percorsi presso lâAccademia di Belle Arti di Roma, lâUniversitĂ La Sapienza, ANICA Academy, il New York Film Festival e il MoMA di New York. Il film nasce da un percorso di ricerca sviluppato tra documentario, cinema sperimentale e media contemporanei. Ă il primo lungometraggio di finzione dellâautore perchĂ© Ăš il primo progetto che richiedeva una forma narrativa capace di tenere insieme corpo, relazione e sistemi di controllo dentro unâesperienza cinematografica pienamente incarnata.
Vulnerare, di Sergio Mario Illuminato, non Ăš un cortometraggio convenzionale, nĂ© ha lâintenzione di esserlo. Si colloca in una zona di confine tra cinema e performance, piĂč meditazione che racconto. Ambientato in un carcere abbandonato, non invita a seguire una trama, ma a ricomporne una. Gli indizi si disseminano come frammenti: le texture della pietra e della ruggine, lâeco di passi lontani, il fantasma di vite un tempo confinate in questi spazi.
Illuminato adotta un linguaggio impressionistico. Un muro, una finestra sbarrata, un corridoio: ogni elemento Ăš offerto allo sguardo con una tale attenzione tattile da suggerire la sua consistenza fisica. Danzatori contemporanei attraversano i locali come presenze sospese: i loro corpi evocano prigionieri, oppure il tempo stesso, che scorre e si dissolve. La prigione non Ăš piĂč un luogo, ma un ricordo incarnato.
La ricerca visiva Ăš spesso folgorante: lâattenzione alle materie, alle superfici, alla composizione dellâinquadratura costruisce una forte coerenza estetica. In alcuni momenti, tuttavia, emergono elementi tecnici che interrompono la piena immersione, riportando lâattenzione sul dispositivo filmico e sulla sua natura artigianale. Questa oscillazione diventa essa stessa parte del discorso sul limite dellâimmagine.
Il montaggio guida lo spettatore attraverso frammenti che non si chiudono mai in una forma narrativa unica, ma restano aperti alla costruzione percettiva. Ă un dispositivo che richiede partecipazione attiva, una ricomposizione continua tra ciĂČ che si vede e ciĂČ che si intuisce. Il suono svolge un ruolo decisivo: attraverso un uso calibrato di J e L cuts, crea continuitĂ tra spazi discontinui, trasformando la frattura visiva in flusso sensoriale.
Vulnerare non mira a spiegare, ma a immergere. Ă unâesperienza percettiva che si sviluppa in un luogo carico di tracce e stratificazioni, dove la memoria non Ăš ricostruita ma evocata. Le imperfezioni non vengono nascoste: diventano parte della struttura espressiva dellâopera.
Per la sua capacitĂ di coniugare rigore estetico e ricerca sperimentale, la giuria degli Hollywood Best Indie Film Awards 2025 Ăš orgogliosa di conferire a Sergio Mario Illuminato il premio per la Miglior Regia / Film Sperimentale. Vulnerare viene riconosciuto come unâopera in cui limite tecnico e visione poetica convivono, generando un linguaggio coerente e radicale.
Abbandonata di Velletri. Per gli uomini che costruiscono carriere e considerano il loro segno nel mondo, questa storia offre qualcosa che vale la pena esaminare: cosa succede quando la forza creativa incontra il decadimento istituzionale, e come confrontarsi con la vulnerabilitĂ diventa un atto di leadership. Il Festival of Cinema NYC non distribuisce riconoscimenti alla leggera. Sostenuto dal National Endowment for the Arts, dal New York State Council on the Arts e dal New York City Department of Cultural Affairs, rappresenta una seria validazione culturale. Che il film nato in prigione del regista Sergio Mario Illuminato abbia ottenuto questo riconoscimento suggerisce che le istituzioni culturali americane riconoscono qualcosa di profondo nel suo approccio alle strutture di potere abbandonate. Quando lâAutoritĂ Papale Diventa Tela Artistica Lâex Prigione Pontificia di Velletri, 40 chilometri a sud-est di Roma, incarna il potere istituzionale in forma fisica. Costruita nel XIX secolo sotto lâautoritĂ papale quando la Chiesa Cattolica governava lâItalia centrale, questa struttura imponente serviva sia come tribunale che come centro di detenzione per gli Stati Pontifici. Per oltre un secolo, ha ospitato prigionieri, assistito a processi e incarnato il sistema giudiziario di unâera passata. Chiusa negli anni â90 mentre lâItalia modernizzava il suo sistema penale, lâedificio rimase vuoto per tre decenni. Nel 2023, di fronte alla demolizione, sembrava destinato alla cancellazione dalla storia. Quello che seguĂŹ offre un caso di studio convincente su come gli spazi progettati per il controllo e la punizione possano diventare laboratori per lâespressione creativa. Cambiamenti simili sono avvenuti in tutti i continenti. La Eastern State Penitentiary di Filadelfia ora ospita installazioni site-specific che affrontano temi di incarcerazione e giustizia. LâIsola di Alcatraz attira oltre 1,4 milioni di visitatori allâanno per vedere mostre dâarte che esplorano la storia stratificata della prigione. Questi spazi condividono qualcosa di cruciale: dimostrano come i luoghi costruiti per contenere e controllare possano diventare piattaforme per esaminare il potere stesso. Gli Artisti Entrano nel Vuoto Prima che la demolizione potesse procedere, pittori, fotografi, ballerini e musicisti rivendicarono la prigione di Velletri come loro casa temporanea. Per sei mesi, abitarono celle in decadimento e corridoi bui, trasformando ogni angolo in un laboratorio creativo. Questo atto di appropriazione ha peso: prendendo il controllo di un sito costruito per confinare, questi artisti hanno invertito lo scopo originale dellâedificio. Il gruppo includeva i coreografi Patrizia Cavola e Ivan Truol della Compagnia Atacama, i fotografi Federico Marchi e Roberto Biagiotti, e i sound designer Andrea Moscianese e Davide Palmiotto. Il loro lavoro collaborativo divenne sia performance che documentazione, creando quello che sarebbe diventato VULNERARE. Questo approccio agli spazi istituzionali abbandonati riflette un cambiamento culturale piĂč ampio. Alla Fremantle Prison in Australia, lâarte estensiva dei detenuti che copre 136 anni di operazione fornisce intuizioni sulle esperienze dei prigionieri e lâespressione culturale. Questi esempi suggeriscono che il lavoro creativo in ex siti di reclusione serve uno scopo piĂč profondo del mero spettacolo: ridefinisce come comprendiamo il potere, la memoria e la resilienza umana. LâApproccio del Film: Cinema di Soglia La metodologia di Illuminato, che chiama âTHRESHOLD CINEMAâ, cattura lâautenticitĂ attraverso improvvisazione e spontaneitĂ . Nessun copione, solo vita che accade. Questo approccio produce quello che definisce âOrganismi Artistici Comunicantiâ â opere viventi che cambiano e si trasformano davanti agli occhi dello spettatore. Il linguaggio visivo del film si muove dalle immagini in bianco e nero del passato della prigione alle esplosioni di colore che rappresentano la rinascita. I ballerini si esibiscono in celle claustrofobiche, trasformandole in palcoscenici di libertĂ . La colonna sonora guida gli spettatori dal dramma carcerario verso la possibilitĂ creativa. Lo storico dei media Bruno di Marino nota come âmuri, pavimenti, soffitti diventano tagli, ferite, falle. Gesti coreografici e materia pittorica si fondono in unâunica partitura visiva grazie al montaggio chirurgico e ai giochi di luce.â PerchĂ© Parla agli Uomini di Influenza La ricerca contemporanea sulla leadership riconosce sempre piĂč la vulnerabilitĂ come una forza centrale piuttosto che una debolezza. I leader che abbracciano la vulnerabilitĂ costruiscono fiducia, favoriscono connessioni autentiche e creano ambienti collaborativi. Il progetto VULNERARE incarna questo principio in forma fisica. Illuminato descrive la prigione come âuna cattedrale contemporanea della vulnerabilitĂ â dove lâarte esprime rinascita. La vulnerabilitĂ diventa cosĂŹ una struttura interpretativa del potere. Dalle Ferite alla Bellezza Il film si chiude con parole scolpite su un muro: âVulnerabile quindi vivo, lâarte Ăš amare la realtĂ â. Nascosto nella traccia audio, un messaggio appare in codice Morse: IAMVULNERABLE. Riconoscere la vulnerabilitĂ non significa debolezza, ma presenza. Come legge unâaltra iscrizione sul muro: âI tagli sulla pelle non sono unâillusione, non guariscono piĂč.â I segni diventano arte proprio perchĂ© vengono riconosciuti. VULNERARE porta la voce dellâItalia in America, mostrando cosa accade quando le ferite diventano possibilitĂ generativa. Entrare negli spazi abbandonati significa restituire voce a ciĂČ che era stato rimosso. Vi sono tre livelli della rappresentazione che si intrecciano in Vulnerare, tre livelli che ne generano poi â nel suo svolgimento â altrettanti, richiamando nella mente dello spettatore suggestioni ed emozioni. Il primo Ăš quello relativo al luogo, un carcere dismesso nello specifico, anche se la location rimanda quasi a un genere trasversale dellâaudiovisivo, ovvero la ri-messa in scena di spazi smantellati e fatiscenti che evocano un passato piĂč o meno recente e traspirano di memorie piĂč o meno dolorose (dai penitenziari borbonici ai manicomi pre-basagliani, ma vi sono anche le discoteche anni â80 in questo lungo elenco). Il secondo livello Ăš quello performativo: la danza diventa in alcuni casi il modo per riappropriarsi di questi siti, restituendo loro simbolicamente vita. Il terzo livello Ăš costituito dallâinserimento di alcune opere, realizzate dallo stesso artista-cineasta, nello spazio esplorato dalla videocamera: si tratta di quadri astratti che â collocati dentro le celle che hanno ospitato i detenuti â trasformano il luogo in una sorta di museo, caricandolo di ulteriori significati e, a loro volta, sono investiti anchâessi di inediti significati grazie allo spazio in cui si inseriscono perfettamente, in modo quasi da mimetizzarsi. Lâintento di Vulnerare Ăš di fondere insieme arte visiva, danza e cinema, con lâaggiunta di un commento sonoro di grande efficacia dove la musica si fa rumore e il rumore si fa musica (lâautore Ăš Andrea Moscianese). Ma anche quello di costruire una possibile narrazione, cui contribuiscono le scritte di chi ha vissuto qui per anni, rinchiuso tra queste mura, gli oggetti, i faldoni processuali che rimandano a una kafkiana burocrazia, le piante che sono spuntate in mezzo al cemento riprendendosi il maltolto e â infine â tutte le possibili tracce e testimonianze di una dimensione temporale che continua a riverberarsi nel vuoto desolato. Prima dei titoli di coda la didascalia ci avverte che il carcere dove siamo entrati Ăš quello pontificio di Velletri, ma Ăš unâinformazione che non aggiunge granchĂ© alla nostra visione. CiĂČ che rimane sono le superfici che lo sguardo di Illuminato ci consente di percepire quasi tattilmente. Pareti, pavimenti, soffitti, porte, finestre che diventano tagli, ferite, faglie, cesure, mentre i gesti coreografici â che si inscrivono dentro questa geometria di pieni e di vuoti architettonici â e la materia pittorica sulle tele, appese o appoggiate ai muri in mezzo ai detriti, diventano momenti di unâunica partitura visiva grazie ai travelling con la camera a mano, alle dissolvenze, ai giochi di chiaroscuro, alle intermittenze luminose, alle rapide zoomate, ai dettagli, agli stacchi improvvisi scanditi da un chirurgico montaggio. Vulnerare puĂČ, infine, essere letto come unâunica installazione. E, in questo senso, la presenza dello stesso Illuminato allâinterno di uno dei cortili, sembra chiudere il cerchio. La sagoma dellâartista vista dallâalto fissa una frase (oppure sono due collegate tra loro?) che qualcuno ha scritto sul muro: âVulnerabile dunque vivo. Arte Ăš amare la realtĂ â. La vulnerabilitĂ rappresenta una debolezza poichĂ© lâuomo puĂČ essere vittima di altri uomini, ma Ăš anche la sua forza, in quanto cosciente di essere vivo perfino nel dolore. Anche lâartista Ăš vulnerabile nel momento in cui affronta il reale, immergendovisi dentro. La consapevolezza che fare arte vuol dire, inevitabilmente, amare la realtĂ non Ăš un assunto sempre valido. Non lo Ăš sicuramente per quegli artisti che, attraverso la creazione, cercano di sfuggire alla dimensione nella quale vivono. Ma in questo caso il compito di chi fa arte Ăš quello di raccontare la condizione umana allâinterno dellâuniverso concentrazionario, e ciĂČ che resta della dignitĂ delle persone anche se private della loro libertĂ .
La proiezione del cortometraggio VULNERARE rappresenta un momento simbolico per la vita del progetto, il quale si sviluppa in diversi siti: IOSONOVULNERABILE ha avuto il suo incipit nel gennaio scorso attraverso una residenza dâartista negli spazi abbandonati dellâex carcere pontificio di Velletri, per approdare a Parigi e proseguire nel prossimo dicembre presso i locali seicenteschi del Museo Storico di Villa Altieri di Roma.
IOSONOVULNERABILE Ăš un progetto complesso dove la vulnerabilitĂ umana, con le paure, le sconfitte e le debolezze che accompagnano lâesperienza terrena degli individui, viene raccontata e, se si vuole, esorcizzata e trasformata in emozione attraverso svariate forme artistiche quali fotografia, cinema, arte coreutica, teatro, musica, scenografia ed editoria.
Lâimportanza del progetto viene evidenziata dal Direttore dellâIstituto Italiano di Cultura di Parigi, Antonio Calbi, attraverso le seguenti parole: âLa cultura Ăš occasione di formazione e di crescita e a volte anche di lotta contro le ingiustizie. Il primo passo per farlo Ăš accettare le nostre stesse fragilitĂ in un mondo che continua a richiedere la perfezione, noi scegliamo di esaltare la vulnerabilitĂ , la bellezza del gesto semplice, puroâ.
VULNERARE: un cortometraggio materico
Lâopera prima di Sergio Mario Illuminato, nella sua durata di poco piĂč di 13 minuti, si presenta densa di significati, i quali originano per lo piĂč dallâosservazione della materia. Girato allâinterno dellâex carcere pontificio di Velletri, costruito nel 1860 e in disuso dal 1991, ora in procinto di cambiare destinazione dâuso, il film si presenta come una serie di immagini, sia a colori che in un suggestivo bianco e nero, nelle quali si mostra il passato, o meglio i richiami di molteplici vite (sofferenti, trattandosi di un carcere) che si sono espresse e represse in quei luoghi.
Reti, sbarre, porte, tralicci, faldoni accatastati sul pavimento, scritte sui muri e corridoi sono i protagonisti del corto, ma non solo. Intensi momenti performativi si rintracciano in azioni coreografiche che rievocano la corporeitĂ dellâumanitĂ che ha soggiornato in quei luoghi, cosĂŹ come le ombre che ricordano sedimenti di vita, legati a una memoria confusa che trasuda dai muri scrostati, dove la superficie malandata diventa essa stessa significato.
La materia come espressione della realtĂ
Durante la proiezione dellâaudiovisivo, impreziosito da una colonna sonora âspigolosaâ realizzata da Andrea Moscianese, si ha la sensazione di rievocare emozioni profonde non solo attraverso la vista, ma anche mediante una percezione quasi tattile delle immagini e degli oggetti mostrati.
Aprire quei faldoni impolverati e scorrere i nomi di chi quei luoghi ha vissuto nella vulnerabilitĂ del condannato incarna un desiderio dello spettatore. Ogni nome richiama un individuo, una storia, una vita segnata, spesso perduta nel silenzio di una storia che conserva piĂč i vincitori che gli sconfitti.
Il corto non indulge in derive autoreferenziali né in linguaggi visivi escludenti, ma cerca un canale comunicativo diretto con il presente, parlando di memoria e di tempo, e dei luoghi in cui questa memoria si Ú depositata.
A proposito della sensazione tattile evocata dal film, colpisce una scritta su un muro: âI tagli sulla pelle non sono unâillusione, non guariscono piĂčâ, che sembra condensare lâimpatto della realtĂ sulla vita degli individui, lasciando segni indelebili.
Arte Ăš amare la realtĂ qualunque sia
Il titolo del corto deriva dal latino vulnus, ferita, offesa, danno. Nel film di Illuminato queste ferite appaiono non riparabili: scritte sui muri, nomi nei registri, tracce che sopravvivono alla durata della pena e al soggetto stesso.
Non si tratta solo di passato, ma di una memoria ancora attiva, che si presenta come materia viva. Il film invita perĂČ a non considerare il passato come distanza, ma come esperienza da attualizzare nel presente, assumendo la vulnerabilitĂ come condizione essenziale del rapporto con il reale.
In questo senso, il gesto artistico diventa un atto di esposizione: mostrare le proprie ferite, riconoscere la propria fragilitĂ , accettare lâimpossibilitĂ del controllo totale.
In questa prospettiva si inserisce anche il richiamo, in chiusura, alle parole di Pier Paolo Pasolini, che evocano un mondo in cui Ăš possibile fallire e ricominciare senza perdere dignitĂ .
Ne deriva un monito finale che attraversa lâintera opera: âvulnerabile dunque vivo, arte Ăš amare la realtĂ â.
La proiezione del cortometraggio VULNERARE rappresenta un momento simbolico per la vita del progetto, che si sviluppa in diversi siti: IOSONOVULNERABILE ha avuto il suo incipit nel gennaio scorso attraverso una residenza dâartista negli spazi abbandonati dellâex carcere pontificio di Velletri, per approdare a Parigi e proseguire nel prossimo dicembre presso il Museo Storico di Villa Altieri di Roma.
IOSONOVULNERABILE Ăš un progetto complesso in cui la vulnerabilitĂ umana, con le paure, le sconfitte e le debolezze che accompagnano lâesperienza terrena degli individui, viene attraversata e trasformata attraverso diverse forme artistiche: fotografia, cinema, arte coreutica, teatro, musica, scenografia ed editoria.
Il progetto si fonda su unâidea di esposizione della fragilitĂ come condizione costitutiva del reale. La cultura diventa cosĂŹ uno spazio di formazione e di confronto, in cui la vulnerabilitĂ non viene rimossa ma assunta come materia operativa.
VULNERARE: un cortometraggio materico
Il cortometraggio, della durata di circa 13 minuti, si costruisce a partire dallâosservazione ravvicinata della materia. Girato allâinterno dellâex carcere pontificio di Velletri, edificato nel 1860 e dismesso nel 1991, il film lavora su ciĂČ che resta: superfici, segni, strutture, residui.
Reti, sbarre, porte, tralicci, faldoni, scritte sui muri e corridoi non sono elementi di scenografia, ma presenze attive. A questi si affiancano momenti performativi che riattivano una memoria corporea legata agli spazi, in una continua oscillazione tra traccia e presenza.
La materia non Ăš sfondo ma agente. Le superfici non rappresentano: reagiscono. Lâimmagine si costruisce come contatto diretto, in cui la distanza tra osservatore e oggetto viene progressivamente ridotta.
Durante la proiezione, sostenuta da una colonna sonora di Andrea Moscianese, lâesperienza non resta confinata alla visione ma si estende a una dimensione percettiva piĂč ampia, quasi tattile.
Lâapertura dei faldoni e la lettura dei nomi inscritti nei documenti introduce una relazione diretta con le vite che hanno attraversato quei luoghi. Ogni nome rimanda a una presenza concreta, a una biografia interrotta o sospesa.
Il film non costruisce un racconto lineare, ma un campo di tensioni tra tempo e materia, in cui la memoria non Ăš ricostruzione ma permanenza attiva.
In questa prospettiva, anche la scrittura sui muri, i segni, le incisioni e le tracce diventano elementi strutturali dellâopera, non indizi ma componenti del presente.
La materia come condizione del reale
Il lavoro si sviluppa come indagine sul rapporto tra corpo, spazio e tempo. Le immagini non illustrano, ma espongono stati di trasformazione continua, in cui ciĂČ che viene osservato non Ăš mai separato da ciĂČ che osserva.
La vulnerabilitĂ non Ăš tematizzata, ma praticata come condizione del dispositivo filmico. Ă ciĂČ che emerge quando la forma non Ăš ancora stabilizzata e rimane esposta alla variazione.
Il titolo rimanda al latino vulnus, ferita, intesa non come evento concluso ma come stato persistente. Nel film le ferite non sono chiuse: restano attive, come tracce che continuano a produrre senso.
Il gesto artistico si configura come esposizione controllata a questa instabilitĂ . Non rappresentazione della fragilitĂ , ma attraversamento della sua dinamica.
Ne emerge unâidea di arte come pratica di relazione con il reale, in cui la vulnerabilitĂ diventa non una mancanza ma una forma di conoscenza.
La conclusione del percorso si concentra in una formula essenziale: âvulnerabile dunque vivo, arte Ăš amare la realtĂ â.
Il film Vulnerare ha ottenuto il PREMIO DELLA GIURIA FILM SPERIMENTALI con la seguente motivazione: Il film trasforma uno spazio carico di memoria e di assenze in un luogo di riflessione sul rapporto profondo tra arte e vulnerabilitĂ . Ambientato in un ex carcere, dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra iscrizioni incise dai detenuti e fascicoli dimenticati dalla polvere, il film costruisce una narrazione densa e suggestiva, capace di intrecciare memoria individuale e collettiva. Con sensibilitĂ e rigore, l'opera mette in luce come la bellezza e la forza della creazione possano nascere anche dalle esperienze piĂč dolorose e tragiche dell'esistenza, restituendo all'arte la sua capacitĂ di custodire le ferite, dare forma alla fragilitĂ e generare nuove possibilitĂ di senso. Un film intenso e profondamente evocativo, che invita a riconoscere nella vulnerabilitĂ una dimensione essenziale dell'esperienza umana e della pratica artistica. 5 giugno 2026, ROMA - ITALIA 8 dicembre 2025, ROMA - ITALIA 23 ottobre 2025, ROMA - ITALIA 4 ottobre 2025, ROMA - ITALIA 6 dicembre 2024, ROMA - ITALIA 3 ottobre 2024, PARIGI - FRANCIA copyright 2023 Sergio Mario Illuminato tutti i diritti riservati. Sergio Mario Illuminato ai sensi dell'Art. 45 della legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni)
















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