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CREATO DA INTELLIGENZE UMANE – IU
VULNERARE (2024-2026).
Un film sperimentale nato dall’incontro tra residenza artistica, performance e ricerca negli spazi dell’ex Carcere Pontificio di Velletri, chiuso da oltre trent’anni e rimasto congelato nel tempo.
Prima mondiale al New York City International Film Festival, prima europea all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
| 8 PREMI INTERNAZIONALI Miglior Regista Miglior Film Sperimentale |
23 SELEZIONI UFFICIALI Argentina, Brasile, Egitto, Francia, Giappone, India, Italia, Regno Unito, Singapore, Turchia, Stati Uniti |
6 PROIEZIONI SPECIALI Museo Nazionale Arti del XXI Secolo, La Nuvola, Istituto Italiano di Cultura, Museo di Villa Altieri |
Soggetto, regia e montaggio di Sergio Mario Illuminato
Con Patrizia Cavola, Camilla Perugini, Nicholas Baffoni e Sergio Mario Illuminato
Direzione della fotografia e riprese di Federico Marchi e Roberto Biagiotti
Location e art direction Rosa Maria Zito
Coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol
Musiche di Andrea Moscianese
Sound design di Davide Palmiotto
Laboratorio di post-produzione Pyramid Factory
Conforming Elena Becchetti e colorist Alessandro Ammendola
Con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Velletri, della CittΓ Metropolitana di Roma Capitale.
Speciale ringraziamento allβArch. Paolo Candidi, Dirigente del βSettore VI β Programmazione e SostenibilitΓ β del Comune di Velletri per la collaborazione e il supporto allβaccesso allβex Carcere Pontificio di Velletri.
Italia, 2024, 13β30, DCP 4K, colore e b/n
Ci troviamo allβinterno di unβantica prigione ottocentesca, un luogo carico di storia. Nata durante i tre giorni di lutto per Giuseppe Garibaldi, eroe nazionale, la prigione viene dismessa dopo due secoli, quando gli ultimi detenuti vengono trasferiti in una struttura moderna.
Abbandonata per oltre 30 anni, la prigione diventa il palcoscenico di artisti contemporanei che, poco prima della sua trasformazione irreversibile, decidono di riportarla in vita in modo sorprendente. Nel corso di sei mesi di βspeleologia creativaβ, pittori, fotografi, filmmaker, danzatori e musicisti collaborano per far emergere βOrganismi Artistico-Comunicantiβ.
Questa βUrbex Squadβ si immerge in celle in decadenza, iscrizioni incise dai detenuti e fascicoli impolverati, con lβobiettivo di esplorare, attraverso le rispettive forme artistiche, il legame profondo tra vulnerabilitΓ e forza creativa che abita ciascuno di noi.
La storia di Vulnerare riflette sullβassurditΓ del tempo presente, in cui bellezza e forza possono emergere dagli angoli piΓΉ inattesi e dalle esperienze piΓΉ difficili. La prigione diventa una metafora della societΓ , in cui la sua storia complessa e la sua potenzialitΓ di trasformazione si fondono attraverso la creativitΓ e la condivisione delle vulnerabilitΓ umane.
In risposta alla situazione critica del presente, ho sentito la necessitΓ di mettere in atto un contro-movimento creativo, uscendo dagli spazi anestetizzati che relegano lβarte ai margini. Ho tentato di βportare il mondo allβesistenzaβ, secondo la lezione di Alighiero Boetti.
Questo lavoro mira a riattivare quelle che possono essere definite le βcattedrali contemporanee della vulnerabilitΓ β, insieme ad altri spazi e condizioni umane segnati da abbandono, incuria ed erosione.
Nel cuore di questa ex Prigione Pontificia, le mura segnate dal tempo e le sbarre di ferro testimoniano storie di reclusione e isolamento. Oggi quelle stesse superfici diventano un campo vivo di scrittura, in cui la materia stessa partecipa allβarticolazione di un tema al tempo stesso universale e intimo: la vulnerabilitΓ umana.
Uno spazio a lungo sepolto nellβoblioβoltre trentβanni di silenzio e degradoβviene ora riattivato, trasformato in luogo di incontro e dialogo artistico, aperto alle generazioni future e alla continuitΓ instabile del presente.
Nel lavoro di Sergio Mario Illuminato il corpo non Γ¨ mai separato dal modo in cui il mondo lo attraversa, lo modifica, lo espone. Cinema, arti visive e ricerca sui media convergono da anni in una pratica che indaga le zone in cui controllo, vulnerabilitΓ e percezione entrano in tensione.
Nel cinema e nellβaudiovisivo scrive e dirige documentari, film dβarte e opere sperimentali presentate in contesti internazionali e istituzionali. Tra i lavori piΓΉ recenti, Vulnerare (2023) Γ¨ stato presentato allβIstituto Italiano di Cultura di Parigi e premiato in diversi festival internazionali, tra cui Tokyo International Film Festival, New York City International Film Festival e Los Angeles CineFest. Tra i progetti precedenti: Mediterranea (2010), realizzato nellβambito del Programma Ambiente delle Nazioni Unite per il Mediterraneo (UNEP/MAP), Corpus et Vulnus (2023) e Intorno al Futurismo (2000).
Parallelamente ha sviluppato un percorso nelle arti visive e nella curatela, collaborando con istituzioni culturali italiane e internazionali tra cui MAXXI, Palazzo delle Esposizioni, Fondazione Memmo e Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Ha inoltre lavorato in ambito televisivo con RAI e ricoperto il ruolo di Direttore del Centro Informazione e Comunicazione per il Programma Ambiente delle Nazioni Unite nel Mediterraneo (UNEP/MAP).
La sua formazione attraversa cinema, arti visive e studi filosofici tra Roma e New York, con percorsi presso lβAccademia di Belle Arti di Roma, lβUniversitΓ La Sapienza, ANICA Academy, il New York Film Festival e il MoMA di New York.
Il film nasce da un percorso di ricerca sviluppato tra documentario, cinema sperimentale e media contemporanei. Γ il primo lungometraggio di finzione dellβautore perchΓ© Γ¨ il primo progetto che richiedeva una forma narrativa capace di tenere insieme corpo, relazione e sistemi di controllo dentro unβesperienza cinematografica pienamente incarnata.
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Vulnerare, di Sergio Mario Illuminato, non Γ¨ un cortometraggio convenzionale, nΓ© ha lβintenzione di esserlo. Si colloca in una zona di confine tra cinema e performance, piΓΉ meditazione che racconto. Ambientato in un carcere abbandonato, non invita a seguire una trama, ma a ricomporne una. Gli indizi si disseminano come frammenti: le texture della pietra e della ruggine, lβeco di passi lontani, il fantasma di vite un tempo confinate in questi spazi.
Illuminato adotta un linguaggio impressionistico. Un muro, una finestra sbarrata, un corridoio: ogni elemento Γ¨ offerto allo sguardo con una tale attenzione tattile da suggerire la sua consistenza fisica. Danzatori contemporanei attraversano i locali come presenze sospese: i loro corpi evocano prigionieri, oppure il tempo stesso, che scorre e si dissolve. La prigione non Γ¨ piΓΉ un luogo, ma un ricordo incarnato.
La ricerca visiva Γ¨ spesso folgorante: lβattenzione alle materie, alle superfici, alla composizione dellβinquadratura costruisce una forte coerenza estetica. In alcuni momenti, tuttavia, emergono elementi tecnici che interrompono la piena immersione, riportando lβattenzione sul dispositivo filmico e sulla sua natura artigianale. Questa oscillazione diventa essa stessa parte del discorso sul limite dellβimmagine.
Il montaggio guida lo spettatore attraverso frammenti che non si chiudono mai in una forma narrativa unica, ma restano aperti alla costruzione percettiva. Γ un dispositivo che richiede partecipazione attiva, una ricomposizione continua tra ciΓ² che si vede e ciΓ² che si intuisce. Il suono svolge un ruolo decisivo: attraverso un uso calibrato di J e L cuts, crea continuitΓ tra spazi discontinui, trasformando la frattura visiva in flusso sensoriale.
Vulnerare non mira a spiegare, ma a immergere. Γ unβesperienza percettiva che si sviluppa in un luogo carico di tracce e stratificazioni, dove la memoria non Γ¨ ricostruita ma evocata. Le imperfezioni non vengono nascoste: diventano parte della struttura espressiva dellβopera.
Per la sua capacitΓ di coniugare rigore estetico e ricerca sperimentale, la giuria degli Hollywood Best Indie Film Awards 2025 Γ¨ orgogliosa di conferire a Sergio Mario Illuminato il premio per la Miglior Regia / Film Sperimentale. Vulnerare viene riconosciuto come unβopera in cui limite tecnico e visione poetica convivono, generando un linguaggio coerente e radicale.
Abbandonata di Velletri. Per gli uomini che costruiscono carriere e considerano il loro segno nel mondo, questa storia offre qualcosa che vale la pena esaminare: cosa succede quando la forza creativa incontra il decadimento istituzionale, e come confrontarsi con la vulnerabilitΓ diventa un atto di leadership.
Il Festival of Cinema NYC non distribuisce riconoscimenti alla leggera. Sostenuto dal National Endowment for the Arts, dal New York State Council on the Arts e dal New York City Department of Cultural Affairs, rappresenta una seria validazione culturale. Che il film nato in prigione del regista Sergio Mario Illuminato abbia ottenuto questo riconoscimento suggerisce che le istituzioni culturali americane riconoscono qualcosa di profondo nel suo approccio alle strutture di potere abbandonate.
Quando lβAutoritΓ Papale Diventa Tela Artistica
Lβex Prigione Pontificia di Velletri, 40 chilometri a sud-est di Roma, incarna il potere istituzionale in forma fisica. Costruita nel XIX secolo sotto lβautoritΓ papale quando la Chiesa Cattolica governava lβItalia centrale, questa struttura imponente serviva sia come tribunale che come centro di detenzione per gli Stati Pontifici. Per oltre un secolo, ha ospitato prigionieri, assistito a processi e incarnato il sistema giudiziario di unβera passata.
Chiusa negli anni β90 mentre lβItalia modernizzava il suo sistema penale, lβedificio rimase vuoto per tre decenni. Nel 2023, di fronte alla demolizione, sembrava destinato alla cancellazione dalla storia. Quello che seguΓ¬ offre un caso di studio convincente su come gli spazi progettati per il controllo e la punizione possano diventare laboratori per lβespressione creativa.
Cambiamenti simili sono avvenuti in tutti i continenti. La Eastern State Penitentiary di Filadelfia ora ospita installazioni site-specific che affrontano temi di incarcerazione e giustizia. LβIsola di Alcatraz attira oltre 1,4 milioni di visitatori allβanno per vedere mostre dβarte che esplorano la storia stratificata della prigione. Questi spazi condividono qualcosa di cruciale: dimostrano come i luoghi costruiti per contenere e controllare possano diventare piattaforme per esaminare il potere stesso.
Gli Artisti Entrano nel Vuoto
Prima che la demolizione potesse procedere, pittori, fotografi, ballerini e musicisti rivendicarono la prigione di Velletri come loro casa temporanea. Per sei mesi, abitarono celle in decadimento e corridoi bui, trasformando ogni angolo in un laboratorio creativo. Questo atto di appropriazione ha peso: prendendo il controllo di un sito costruito per confinare, questi artisti hanno invertito lo scopo originale dellβedificio.
Il gruppo includeva i coreografi Patrizia Cavola e Ivan Truol della Compagnia Atacama, i fotografi Federico Marchi e Roberto Biagiotti, e i sound designer Andrea Moscianese e Davide Palmiotto. Il loro lavoro collaborativo divenne sia performance che documentazione, creando quello che sarebbe diventato VULNERARE.
Questo approccio agli spazi istituzionali abbandonati riflette un cambiamento culturale piΓΉ ampio. Alla Fremantle Prison in Australia, lβarte estensiva dei detenuti che copre 136 anni di operazione fornisce intuizioni sulle esperienze dei prigionieri e lβespressione culturale. Questi esempi suggeriscono che il lavoro creativo in ex siti di reclusione serve uno scopo piΓΉ profondo del mero spettacolo: ridefinisce come comprendiamo il potere, la memoria e la resilienza umana.
LβApproccio del Film: Cinema di Soglia
La metodologia di Illuminato, che chiama βTHRESHOLD CINEMAβ, cattura lβautenticitΓ attraverso improvvisazione e spontaneitΓ . Nessun copione, solo vita che accade. Questo approccio produce quello che definisce βOrganismi Artistici Comunicantiβ β opere viventi che cambiano e si trasformano davanti agli occhi dello spettatore.
Il linguaggio visivo del film si muove dalle immagini in bianco e nero del passato della prigione alle esplosioni di colore che rappresentano la rinascita. I ballerini si esibiscono in celle claustrofobiche, trasformandole in palcoscenici di libertΓ . La colonna sonora guida gli spettatori dal dramma carcerario verso la possibilitΓ creativa.
Lo storico dei media Bruno di Marino nota come βmuri, pavimenti, soffitti diventano tagli, ferite, falle. Gesti coreografici e materia pittorica si fondono in unβunica partitura visiva grazie al montaggio chirurgico e ai giochi di luce.β
PerchΓ© Parla agli Uomini di Influenza
La ricerca contemporanea sulla leadership riconosce sempre piΓΉ la vulnerabilitΓ come una forza centrale piuttosto che una debolezza. I leader che abbracciano la vulnerabilitΓ costruiscono fiducia, favoriscono connessioni autentiche e creano ambienti collaborativi.
Il progetto VULNERARE incarna questo principio in forma fisica. Illuminato descrive la prigione come βuna cattedrale contemporanea della vulnerabilitΓ β dove lβarte esprime rinascita. La vulnerabilitΓ diventa cosΓ¬ una struttura interpretativa del potere.
Dalle Ferite alla Bellezza
Il film si chiude con parole scolpite su un muro: βVulnerabile quindi vivo, lβarte Γ¨ amare la realtΓ β. Nascosto nella traccia audio, un messaggio appare in codice Morse: IAMVULNERABLE. Riconoscere la vulnerabilitΓ non significa debolezza, ma presenza.
Come legge unβaltra iscrizione sul muro: βI tagli sulla pelle non sono unβillusione, non guariscono piΓΉ.β I segni diventano arte proprio perchΓ© vengono riconosciuti.
VULNERARE porta la voce dellβItalia in America, mostrando cosa accade quando le ferite diventano possibilitΓ generativa. Entrare negli spazi abbandonati significa restituire voce a ciΓ² che era stato rimosso.
Vi sono tre livelli della rappresentazione che si intrecciano in Vulnerare, tre livelli che ne generano poi β nel suo svolgimento β altrettanti, richiamando nella mente dello spettatore suggestioni ed emozioni.
Il primo Γ¨ quello relativo al luogo, un carcere dismesso nello specifico, anche se la location rimanda quasi a un genere trasversale dellβaudiovisivo, ovvero la ri-messa in scena di spazi smantellati e fatiscenti che evocano un passato piΓΉ o meno recente e traspirano di memorie piΓΉ o meno dolorose (dai penitenziari borbonici ai manicomi pre-basagliani, ma vi sono anche le discoteche anni β80 in questo lungo elenco).
Il secondo livello Γ¨ quello performativo: la danza diventa in alcuni casi il modo per riappropriarsi di questi siti, restituendo loro simbolicamente vita.
Il terzo livello Γ¨ costituito dallβinserimento di alcune opere, realizzate dallo stesso artista-cineasta, nello spazio esplorato dalla videocamera: si tratta di quadri astratti che β collocati dentro le celle che hanno ospitato i detenuti β trasformano il luogo in una sorta di museo, caricandolo di ulteriori significati e, a loro volta, sono investiti anchβessi di inediti significati grazie allo spazio in cui si inseriscono perfettamente, in modo quasi da mimetizzarsi.
Lβintento di Vulnerare Γ¨ di fondere insieme arte visiva, danza e cinema, con lβaggiunta di un commento sonoro di grande efficacia dove la musica si fa rumore e il rumore si fa musica (lβautore Γ¨ Andrea Moscianese). Ma anche quello di costruire una possibile narrazione, cui contribuiscono le scritte di chi ha vissuto qui per anni, rinchiuso tra queste mura, gli oggetti, i faldoni processuali che rimandano a una kafkiana burocrazia, le piante che sono spuntate in mezzo al cemento riprendendosi il maltolto e β infine β tutte le possibili tracce e testimonianze di una dimensione temporale che continua a riverberarsi nel vuoto desolato.
Prima dei titoli di coda la didascalia ci avverte che il carcere dove siamo entrati Γ¨ quello pontificio di Velletri, ma Γ¨ unβinformazione che non aggiunge granchΓ© alla nostra visione. CiΓ² che rimane sono le superfici che lo sguardo di Illuminato ci consente di percepire quasi tattilmente.
Pareti, pavimenti, soffitti, porte, finestre che diventano tagli, ferite, faglie, cesure, mentre i gesti coreografici β che si inscrivono dentro questa geometria di pieni e di vuoti architettonici β e la materia pittorica sulle tele, appese o appoggiate ai muri in mezzo ai detriti, diventano momenti di unβunica partitura visiva grazie ai travelling con la camera a mano, alle dissolvenze, ai giochi di chiaroscuro, alle intermittenze luminose, alle rapide zoomate, ai dettagli, agli stacchi improvvisi scanditi da un chirurgico montaggio.
Vulnerare puΓ², infine, essere letto come unβunica installazione. E, in questo senso, la presenza dello stesso Illuminato allβinterno di uno dei cortili, sembra chiudere il cerchio. La sagoma dellβartista vista dallβalto fissa una frase (oppure sono due collegate tra loro?) che qualcuno ha scritto sul muro: βVulnerabile dunque vivo. Arte Γ¨ amare la realtΓ β.
La vulnerabilitΓ rappresenta una debolezza poichΓ© lβuomo puΓ² essere vittima di altri uomini, ma Γ¨ anche la sua forza, in quanto cosciente di essere vivo perfino nel dolore. Anche lβartista Γ¨ vulnerabile nel momento in cui affronta il reale, immergendovisi dentro.
La consapevolezza che fare arte vuol dire, inevitabilmente, amare la realtΓ non Γ¨ un assunto sempre valido. Non lo Γ¨ sicuramente per quegli artisti che, attraverso la creazione, cercano di sfuggire alla dimensione nella quale vivono.
Ma in questo caso il compito di chi fa arte Γ¨ quello di raccontare la condizione umana allβinterno dellβuniverso concentrazionario, e ciΓ² che resta della dignitΓ delle persone anche se private della loro libertΓ .
La proiezione del cortometraggio VULNERARE rappresenta un momento simbolico per la vita del progetto, il quale si sviluppa in diversi siti: IOSONOVULNERABILE ha avuto il suo incipit nel gennaio scorso attraverso una residenza dβartista negli spazi abbandonati dellβex carcere pontificio di Velletri, per approdare a Parigi e proseguire nel prossimo dicembre presso i locali seicenteschi del Museo Storico di Villa Altieri di Roma.
IOSONOVULNERABILE Γ¨ un progetto complesso dove la vulnerabilitΓ umana, con le paure, le sconfitte e le debolezze che accompagnano lβesperienza terrena degli individui, viene raccontata e, se si vuole, esorcizzata e trasformata in emozione attraverso svariate forme artistiche quali fotografia, cinema, arte coreutica, teatro, musica, scenografia ed editoria.
Lβimportanza del progetto viene evidenziata dal Direttore dellβIstituto Italiano di Cultura di Parigi, Antonio Calbi, attraverso le seguenti parole: βLa cultura Γ¨ occasione di formazione e di crescita e a volte anche di lotta contro le ingiustizie. Il primo passo per farlo Γ¨ accettare le nostre stesse fragilitΓ in un mondo che continua a richiedere la perfezione, noi scegliamo di esaltare la vulnerabilitΓ , la bellezza del gesto semplice, puroβ.
VULNERARE: un cortometraggio materico
Lβopera prima di Sergio Mario Illuminato, nella sua durata di poco piΓΉ di 13 minuti, si presenta densa di significati, i quali originano per lo piΓΉ dallβosservazione della materia. Girato allβinterno dellβex carcere pontificio di Velletri, costruito nel 1860 e in disuso dal 1991, ora in procinto di cambiare destinazione dβuso, il film si presenta come una serie di immagini, sia a colori che in un suggestivo bianco e nero, nelle quali si mostra il passato, o meglio i richiami di molteplici vite (sofferenti, trattandosi di un carcere) che si sono espresse e represse in quei luoghi.
Reti, sbarre, porte, tralicci, faldoni accatastati sul pavimento, scritte sui muri e corridoi sono i protagonisti del corto, ma non solo. Intensi momenti performativi si rintracciano in azioni coreografiche che rievocano la corporeitΓ dellβumanitΓ che ha soggiornato in quei luoghi, cosΓ¬ come le ombre che ricordano sedimenti di vita, legati a una memoria confusa che trasuda dai muri scrostati, dove la superficie malandata diventa essa stessa significato.
La materia come espressione della realtΓ
Durante la proiezione dellβaudiovisivo, impreziosito da una colonna sonora βspigolosaβ realizzata da Andrea Moscianese, si ha la sensazione di rievocare emozioni profonde non solo attraverso la vista, ma anche mediante una percezione quasi tattile delle immagini e degli oggetti mostrati.
Aprire quei faldoni impolverati e scorrere i nomi di chi quei luoghi ha vissuto nella vulnerabilitΓ del condannato incarna un desiderio dello spettatore. Ogni nome richiama un individuo, una storia, una vita segnata, spesso perduta nel silenzio di una storia che conserva piΓΉ i vincitori che gli sconfitti.
Il corto non indulge in derive autoreferenziali nΓ© in linguaggi visivi escludenti, ma cerca un canale comunicativo diretto con il presente, parlando di memoria e di tempo, e dei luoghi in cui questa memoria si Γ¨ depositata.
A proposito della sensazione tattile evocata dal film, colpisce una scritta su un muro: βI tagli sulla pelle non sono unβillusione, non guariscono piΓΉβ, che sembra condensare lβimpatto della realtΓ sulla vita degli individui, lasciando segni indelebili.
Arte Γ¨ amare la realtΓ qualunque sia
Il titolo del corto deriva dal latino vulnus, ferita, offesa, danno. Nel film di Illuminato queste ferite appaiono non riparabili: scritte sui muri, nomi nei registri, tracce che sopravvivono alla durata della pena e al soggetto stesso.
Non si tratta solo di passato, ma di una memoria ancora attiva, che si presenta come materia viva. Il film invita perΓ² a non considerare il passato come distanza, ma come esperienza da attualizzare nel presente, assumendo la vulnerabilitΓ come condizione essenziale del rapporto con il reale.
In questo senso, il gesto artistico diventa un atto di esposizione: mostrare le proprie ferite, riconoscere la propria fragilitΓ , accettare lβimpossibilitΓ del controllo totale.
In questa prospettiva si inserisce anche il richiamo, in chiusura, alle parole di Pier Paolo Pasolini, che evocano un mondo in cui Γ¨ possibile fallire e ricominciare senza perdere dignitΓ .
Ne deriva un monito finale che attraversa lβintera opera: βvulnerabile dunque vivo, arte Γ¨ amare la realtΓ β.
La proiezione del cortometraggio VULNERARE rappresenta un momento simbolico per la vita del progetto, che si sviluppa in diversi siti: IOSONOVULNERABILE ha avuto il suo incipit nel gennaio scorso attraverso una residenza dβartista negli spazi abbandonati dellβex carcere pontificio di Velletri, per approdare a Parigi e proseguire nel prossimo dicembre presso il Museo Storico di Villa Altieri di Roma.
IOSONOVULNERABILE Γ¨ un progetto complesso in cui la vulnerabilitΓ umana, con le paure, le sconfitte e le debolezze che accompagnano lβesperienza terrena degli individui, viene attraversata e trasformata attraverso diverse forme artistiche: fotografia, cinema, arte coreutica, teatro, musica, scenografia ed editoria.
Il progetto si fonda su unβidea di esposizione della fragilitΓ come condizione costitutiva del reale. La cultura diventa cosΓ¬ uno spazio di formazione e di confronto, in cui la vulnerabilitΓ non viene rimossa ma assunta come materia operativa.
VULNERARE: un cortometraggio materico
Il cortometraggio, della durata di circa 13 minuti, si costruisce a partire dallβosservazione ravvicinata della materia. Girato allβinterno dellβex carcere pontificio di Velletri, edificato nel 1860 e dismesso nel 1991, il film lavora su ciΓ² che resta: superfici, segni, strutture, residui.
Reti, sbarre, porte, tralicci, faldoni, scritte sui muri e corridoi non sono elementi di scenografia, ma presenze attive. A questi si affiancano momenti performativi che riattivano una memoria corporea legata agli spazi, in una continua oscillazione tra traccia e presenza.
La materia non Γ¨ sfondo ma agente. Le superfici non rappresentano: reagiscono. Lβimmagine si costruisce come contatto diretto, in cui la distanza tra osservatore e oggetto viene progressivamente ridotta.
Durante la proiezione, sostenuta da una colonna sonora di Andrea Moscianese, lβesperienza non resta confinata alla visione ma si estende a una dimensione percettiva piΓΉ ampia, quasi tattile.
Lβapertura dei faldoni e la lettura dei nomi inscritti nei documenti introduce una relazione diretta con le vite che hanno attraversato quei luoghi. Ogni nome rimanda a una presenza concreta, a una biografia interrotta o sospesa.
Il film non costruisce un racconto lineare, ma un campo di tensioni tra tempo e materia, in cui la memoria non Γ¨ ricostruzione ma permanenza attiva.
In questa prospettiva, anche la scrittura sui muri, i segni, le incisioni e le tracce diventano elementi strutturali dellβopera, non indizi ma componenti del presente.
La materia come condizione del reale
Il lavoro si sviluppa come indagine sul rapporto tra corpo, spazio e tempo. Le immagini non illustrano, ma espongono stati di trasformazione continua, in cui ciΓ² che viene osservato non Γ¨ mai separato da ciΓ² che osserva.
La vulnerabilitΓ non Γ¨ tematizzata, ma praticata come condizione del dispositivo filmico. Γ ciΓ² che emerge quando la forma non Γ¨ ancora stabilizzata e rimane esposta alla variazione.
Il titolo rimanda al latino vulnus, ferita, intesa non come evento concluso ma come stato persistente. Nel film le ferite non sono chiuse: restano attive, come tracce che continuano a produrre senso.
Il gesto artistico si configura come esposizione controllata a questa instabilitΓ . Non rappresentazione della fragilitΓ , ma attraversamento della sua dinamica.
Ne emerge unβidea di arte come pratica di relazione con il reale, in cui la vulnerabilitΓ diventa non una mancanza ma una forma di conoscenza.
La conclusione del percorso si concentra in una formula essenziale: βvulnerabile dunque vivo, arte Γ¨ amare la realtΓ β.
Il film Vulnerare ha ottenuto il PREMIO DELLA GIURIA FILM SPERIMENTALI con la seguente motivazione:
Il film trasforma uno spazio carico di memoria e di assenze in un luogo di riflessione sul rapporto profondo tra arte e vulnerabilitΓ . Ambientato in un ex carcere, dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra iscrizioni incise dai detenuti e fascicoli dimenticati dalla polvere, il film costruisce una narrazione densa e suggestiva, capace di intrecciare memoria individuale e collettiva. Con sensibilitΓ e rigore, l'opera mette in luce come la bellezza e la forza della creazione possano nascere anche dalle esperienze piΓΉ dolorose e tragiche dell'esistenza, restituendo all'arte la sua capacitΓ di custodire le ferite, dare forma alla fragilitΓ e generare nuove possibilitΓ di senso. Un film intenso e profondamente evocativo, che invita a riconoscere nella vulnerabilitΓ una dimensione essenziale dell'esperienza umana e della pratica artistica.
















5 giugno 2026, ROMA - ITALIA
AAIE Center for Contemporary Art
7Βͺ Ed. Festival del Tempo
8 dicembre 2025, ROMA - ITALIA
Centro Congresso La Nuvola
9Βͺ Ed. Fiera della Media e Piccola Editoria βPiΓΉ libri piΓΉ liberiβ
23 ottobre 2025, ROMA - ITALIA
Museo di Villa Altieri
Palazzo della Cultura e della Memoria Storica
10Βͺ Ed. Rome Art Week
4 ottobre 2025, ROMA - ITALIA
MAXXI β Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
21Βͺ Giornata del Contemporaneo
6 dicembre 2024, ROMA - ITALIA
Museo di Villa Altieri
Palazzo della Cultura e della Memoria Storica
Anteprima italiana
3 ottobre 2024, PARIGI - FRANCIA
Istituto Italiano di Cultura di Parigi
Anteprima europea β 20Βͺ Giornata del Contemporaneo
copyright 2023 Sergio Mario Illuminato tutti i diritti riservati. Sergio Mario Illuminato ai sensi dell'Art. 45 della legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni)
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